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Archivio Maggio 2007

madrid madrid….cabroncito mio grazie….amica mia, soprattutto, grazie……

16 Maggio 2007 8 commenti


basta poco per riprendersi, basta un viaggio, occhi nuovi, braccia nuove. forse basta solo anche un pò di coraggio.

sono stata fuori solo 4 giorni, intensi. 4 giorni che mi sono goduta, 4 giorni in cui non ho pensato ai problemi. avevo già fatto altri viaggi, a barcellona, a venezia, ma i problemi mi hanno sempre accompagnato e seguito.

stavolta no. stavolta non ho pensato a chi mi ha fatto soffrire, a chi non mi ha voluto. stavolta è stato tutto perfetto. la compagnia era perfetta.

due spagnoli di valencia sono venuti a prendere me e la mia meravigliosa migliore amica all’aeroporto, hanno prenotato il nostro hotel, hanno pagato quasi tutto, sono stati eccezionali. in cambio non hanno voluto nulla.

e niente battute, non erano affato gay, nè scemi, nè timidi.

solo che hanno molto più rispetto degli italiani, mi scuso se qualcuno ne risentisse. mi chiedo quale italiano, mettiamo ad esempio un milanese, verrebbe a roma, prenoterebbe l’hotel dove si è prenotata una ragazza spagnola che ha conosciuto un giorno a milano, la andrebbe a prendere all’aeroporto, la porterebbe in giro tutti e 4 i giorni pagando quasi tutto e poi la riaccompagnerebbe nell’aeroporto senza provarci.

in cambio, non chiedevano nulla, non ci hanno provato. nel senso che non hanno insistito. ed è stato bello per questo, solo baci, solo rispetto. il resto verrà se ci verremo di nuovo incontro. forse vengono a luglio. e forse noi ad agosto andremo a valencia.

e io non sono più triste. ho fiducia nel futuro. ho voglia di studiare. ho anche voglia di lui. ma ci sarà tempo, ci vorrà tempo, ed è meglio non pensarci. se son rose fioriranno.

l’importante, alla fine, è saper prendere la vita nel modo giusto. ed io stavo sbagliando. ora correggo la rotta, e mi rimetto in pista. si balla!

a volte torna…con prepotenza…lui neppure lo sa.

10 Maggio 2007 11 commenti


pensavo di esserne fuori. e invece, ho avuto una ricaduta. nessuna azione. però i pensieri vagano vagano vagano. una spirale. sono tornata indietro, mi sono tornate in mente delle sensazione. è come se del tutto non mi passasse mai. eppure mi ha deluso così tanto che l’ultima volta che l’ho visto non l’ho nemmeno salutato. e invece adesso, i ricordi tornano, chiedono spazio prepotenti. ero felice. io credo che nonostante la nostra relazione avesse delle basi pessime, io ero felice. in certi momenti ero anche triste. ma la sua presenza, mi rendeva felice. lo sapevo prima, pensavo di averci messo definitivamente una pietra sopra. invece mi rendo conto che non è così. che la sua presenza mi manca. mi manca la sua musica. le sue mani, la sua pelle, le sue labbra, i suoi occhi. il suo travolgermi, il suo dominarmi, oh, mi manca lui, non c’è molto da dire. che poi come persona fa schifo, però mi manca tanto. ne ho parlato stamattina, ho difeso il suo gruppo. ne ho parlato ed è come se fossi tornata a un anno fa. ho guardato il suo sito, ascoltato una canzone. e boom. è tipo un trauma. forse non andrà mai via del tutto. oscura gli altri, perchè comunque non credo ne troverò uno che mi faccia perdere così la testa. perchè in qualche modo lui era il mio alter ego. aveva tutto quello che volevo io. la capacità di prendersi quello che voleva quando voleva ad esempio. il suo essere selvaggio, senza regole. mi ha cambiato. io mi rendo conto di essere profondamente cambiata. ora, non sò se in peggio o in meglio, però sono proprio diversa. per un attimo oggi avrei voluto sentirlo, sapere come stava, sapere cosa faceva, sapere se la mia vicinanza gli è mancata. forse no, ma tanto mentirebbe. ma se io lo chiamassi poi, cosa cambierebbe. nulla. nulla perchè lui non sarà cambiato. al contrario di me lui sarà rimasto lo stesso. io ho preso le sue energie, lui non credo abbia preso le mie. è che lui era vivo, era allegro. sapeva come prendere la vita, non faceva problemi. certo, li faceva avere agli altri. e poi aveva fascino, e poi mi riviene in mente quando si metteva in piedi, con una sedia vicino, metteva una gamba sulla sedia e iniziava a suonare la chitarra guardando verso l’alto, amavo quel gesto, amavo come muoveva le dita sulla chitarra. esattamente come le muoveva su di me. una meraviglia. ed è questo che mi manca tanto, il suo tenermi in pugno. io credo mi abbia avuta veramente solo lui. e forse nessun altro mi avrà mai in quel modo. o almeno credo.

un "piccolo" sfogo……..

9 Maggio 2007 7 commenti


forse è il caso di scrivere un pò. ho un maledetto bisogno di sfogarmi. di scrivere tutto quello che mi passa per la testa come non faccio da un pò. e allora non c’è un ordine, non c’è e non ci sarà un ordine. sono pensieri sparsi, scritti velocemente, che sicuramente conterranno errori ortografici.

ma non me ne importa niente. è per me che lo stò facendo. è per tirare fuori tutto quello che ho dentro, quello che spesso non riesco a dire. sono inquieta questo periodo. ci provo a sfogarmi con le mie amiche, ma comunque il malessere rimane. ci vorrebbe una purga. è che non mi sento bene io dentro, è che ho paura del futuro, è che non voglio accontentarmi.

spesso ho paura di deludere i miei. ieri sognavo ad occhi aperti, vorrei fare tanti soldi, e chi non li vorrebbe. ma giuro, non li vorrei per me. li vorrei per realizzare i sogni dei miei genitori. vorrei comprare un’officina enorme e ordinata a mio padre, vorrei regalargli la sua macchina e la sua moto preferita, vorrei regalargli una casa. vorrei sapre che è felice di quello che sono. infondo loro mi hanno regalato tutto, a partire dalla vita.

ci sono problemi talmente gravi che io mi vergogno quasi delle mie preoccupazioni. vorrei tenermele, vorrei non lamentarmi, ma poi è quasi inevitabile, ho l’impulso di esplodere. sono insoddisfatta di me e sono insicura, non so più quello che voglio io. non so come ottenerlo, ma poi, che voglio io? dovrei mettere più impegno nelle cose.

sapete perchè corro? corro perchè è l’unica cosa in cui ogni volta raggiungo il mio obiettivo: è l’unica cosa in cui io inizio e finisco. ossia, corro 4 chilometri in mezzora. il mio obiettivo è non fermarmi anche se stò soffrendo, e non mi fermo, mai. e allora è come se avessi raggiunto qualcosa. un traguardo.

ho visto tutte le mie amiche laurearsi. anche questo mi ha buttato giù. le ho viste tutte, una per una. infondo la mia è una triennale, scienze della comunicazione è anche semplice. certo, nel frattempo ho fatto 2 stge e 2 lavori, alternando sempre. però sono lo stesso insoddisfatta. non sono fuori corso da una vita, sono fuori corso questo anno, a marzo devo laurearmi, senza scuse.

la cosa brutta è che sento di non lottare abbastanza per quello che voglio. forse ho troppi sogni. forse dovrei andare da uno psicologo. volete che ve li elenchi? così avrete un idea. allora, voglio lavorare in radio come giornalista, però voglio anche lavorare come speaker, poi vorrei fare doppiaggio e recitare a teatro (ma solo leggere), poi a volte vorrei recitare, vorrei cantare, vorrei scrivere almeno un libro, vorrei scrivere almeno una sceneggiatura, vorrei diventare fotografa.

e cosa faccio per realizzare questi sogni? stò con le mani in mano, ferma, come bloccata. quasi aspetto che queste cose si realizzino da sole. non faccio corsi, in questo momento potrei studiare e non lo stò facendo. non faccio niente, mi sento immobile. avete presente quando nei film qualcuno stà correndo ad esempio e viene tramutato in pietra? ecco, io mi sento così, tipo le statue del mago di oz.

forse ho visto troppi cartoni animati, troppe storie che hanno un lieto fine. tutto si risolve, sempre. tutto si realizza, sempre. io invece sento di non aver realizzato niente. anche con gli uomini. ho sempre preferito mollare. è come se nessuno fosse riuscito a capire quello che volevo io. ho iniziato troppo presto, forse questo è stato il guaio. e ancora non sapevo che caratteristiche dovesse avere una persona per piacermi, per stare con me. come se adesso lo sapessi.

bè, infondo lo so. un’ideale ce l’ho. è una persona fisica, che poi ho sognato stanotte. in un sogno stranissimo. è come se le mie paure non fossero mai finite. la persona che io ho sognato stanotte è una persona a cui io mi sento molto legata, con cui non ho quasi contatti.

è buffo, l’ho conosciuto un giorno perchè ero incazzata nera. un giorno correvo, e la persona con cui stavo mi aveva fatto incazzare, così tanto da farmi perdere la pazienza. era un’uomo sposato, io andavo a casa sua la mattina, e quella mattina, come faceva da qualche mattinata, aveva fatto l’amore con me, e poi di fretta voleva che me ne andassi. ero arrivata al limite, era così squallido. così ho preso e me ne sono andata a correre. c’era un ragazzo sulla via dove andavo a correre, era un anno che ogni volta che ci vedevamo su quella via, ci salutavamo soltanto.

un saluto, a volte sembrava mi aspettasse, lui ha uno studio di registrazione su quella via, esce da lì solo per fumare e per telefonare, perchè dentro il cellulare non prende. e io ogni volta che passavo di lì controllavo se c’era il suo maggiolone o la sua moto, controllavo se la serranda era abbassata. e speravo di vederlo. quella mattina ero talmente incazzata che decisi di fare una cosa pazza. vidi che c’era il maggiolone. così, appena finito di correre, sono andata in una pasticceria e ho comprato due crostatine.

sono andata lì. ho parcheggiato davanti alla sua porta. e ho suonato. ho suonato sì, con le due crostatine in mano, sudata dopo la corsa, in condizioni pietose, top e pantaloncini. e lui mi ha aperto senza meraviglia, come se fosse stata la cosa più naturale del mondo. gli dissi che mi ero sempre chiesta cosa faceva lui lì dentro, che studio fosse. e lui mi fece vedere tutto lo studio, poi si mise al pianoforte, mi chiese che musica mi piacesse, e iniziò a suonarmi vasco e ligabue. e a cantare le loro canzoni e quelle di altri artisti.

era surreale. incredibile, e chi se lo sarebbe aspettato. peccato che poi, sullo schermo del suo computer c’era la foto della sua futura moglie (e sapete che somiglia a me, è piccolina come me, solo che ha gli occhi marroni). a luglio si è sposato.

ci siamo visti altre volte, ci siamo scoperti sempre di più, nel senso che ci siamo raccontati, confidati. non c’è mai stato niente tra noi due, mai. ora ci vediamo molto di rado, ogni volta due bacetti, ogni volta un complimento. però tutto finisce lì. stanotte ho sognato di essere la sua amante. è stato un sogno stranissimo, particolare.

su una lavagna gli scrivevo cosa era disposto a fare per me. su una lavagna che era in cima ad un’albero, in una casetta di legno, da dove venivano e partivano dei “tarzan” con le liane, dove mio zio ci serviva come fossimo al ristorante, dove mi ci avevano tirato dei tori, dove tra l’altro era venuta anche lei. che roba, c’è dell’altro, ma ora non me lo ricordo benissimo.

forse le mie paure si sono amplificate e ora non riesco ad essere serena. mi sa che ho scritto proprio tanto, chissà se qualcuno arriverà a leggere fin qui. troppe altre cose vorrei dire. sabato parto, vado a madrid, con la mia migliore amica, senza un euro, con obbligatoriamente la valigia da un chilo. ma io penso che sarà un viaggio splendido. e spero che entrambe riusciremo non solo a staccare, ma a ritrovare nooi stesse. almeno un pochettino.

metto la foto di fiona, perchè mi sento tanto così ultimamente….